Fotocamere sotto lo schermo: come funzionano e quali compromessi comportano

Le fotocamere sotto il display eliminano il foro visibile, ma richiedono compromessi tra resa dello schermo e qualità dei selfie. Ecco cosa mostrano i casi Samsung e OPPO e cosa controllare prima di scegliere.

Fotocamere sotto lo schermo: come funzionano e quali compromessi comportano
L'evento OPPO Future Imaging Technology del 2021 in cui l'azienda ha presentato la propria tecnologia under-screen camera. Foto: OPPO.

Una fotocamera frontale nascosta sotto il display promette una superficie senza fori, ma non è una semplice scelta estetica. Perché la luce raggiunga l'obiettivo deve attraversare una parte del pannello, e questo mette in competizione due esigenze: mantenere uniforme l'immagine sullo schermo e ottenere una fotografia nitida. I primi prodotti commerciali e i prototipi dei produttori mostrano approcci diversi, ma anche un principio comune: l'area sopra la fotocamera non può comportarsi esattamente come il resto del display.

Il compromesso è nel percorso della luce

In una fotocamera tradizionale, il foro lascia libero il passaggio alla luce. Con una soluzione sotto lo schermo, invece, il pannello deve lasciarne passare abbastanza senza rendere troppo visibile la zona quando si legge o si guarda un video. Samsung ha adottato questa tecnologia sul Galaxy Z Fold3 5G del 2021: la società descrive una zona con una quantità minima di pixel sopra il foro, pensata per ampliare l'area visibile del display pieghevole. La scheda del prodotto indica per quella fotocamera 4 megapixel, apertura f/1.8 e campo visivo di 80 gradi. Sono dati di quel modello, non una misura universale della qualità di tutte le fotocamere nascoste.

La conseguenza pratica è che l'effetto “schermo intero” va valutato insieme all'uso che si fa della selfie camera. Nelle videochiamate, nei selfie e nelle riprese in ambienti poco illuminati contano dettaglio, esposizione e gestione delle sorgenti luminose; guardando film o giocando, invece, può pesare di più l'assenza di un ritaglio visibile. Non basta dunque confrontare le diagonali o le immagini promozionali: conviene cercare prove fotografiche indipendenti del modello specifico, soprattutto controluce e in interni, e verificare se il produttore offre anche un'altra fotocamera frontale.

Pixel e algoritmi: il lavoro dichiarato da OPPO

OPPO ha presentato nel 2021 una generazione della propria tecnologia under-screen camera spiegando gli interventi su display e software. L'azienda descrive pixel più piccoli nell'area interessata, cablaggio trasparente e un circuito che pilota un singolo pixel anziché due. Dichiara inoltre una densità di 400 pixel per pollice nella zona della camera e una deviazione di circa il 2% nel controllo di cromaticità e luminosità. Questi numeri descrivono la soluzione annunciata da OPPO e non sono un confronto indipendente con ogni display sul mercato.

Sul lato fotografico, OPPO elenca algoritmi per ridurre la diffrazione e intervenire su HDR e bilanciamento del bianco. Sono correzioni software a problemi che possono nascere quando la luce attraversa gli strati del display. L'azienda ha anche presentato prototipi e ricerca: un annuncio tecnico, però, non equivale automaticamente a un telefono venduto in Italia né garantisce che un dato risultato valga per un prodotto successivo. Per chi acquista è più utile controllare la scheda del modello concreto e le foto reali della sua camera frontale.

Cosa cambia nella scelta di uno smartphone

Prima di pagare un sovrapprezzo per un pannello senza interruzioni, chiediti quanto usi la fotocamera anteriore. Se fai spesso videochiamate di lavoro o registri contenuti, dai priorità alla resa visibile nelle recensioni del dispositivo, alla messa a fuoco e alla gestione della luce: il design nascosto da solo non dice nulla su questi aspetti. Se invece il telefono serve soprattutto per contenuti a schermo intero, una camera sotto il display può risultare meno invasiva, purché l'eventuale perdita di uniformità o luminosità locale non disturbi il tuo uso quotidiano.

Controlla anche la configurazione: alcuni dispositivi, come il Fold3, affiancano alla camera sotto lo schermo un'altra selfie camera sul display esterno. La presenza di alternative può rendere più flessibile l'uso, ma non annulla le differenze tra i sensori. Infine, prova il pannello con sfondi chiari e scuri e guarda la zona della camera da diverse angolazioni, se possibile in negozio. Una scheda tecnica può chiarire risoluzione e apertura; solo il confronto con il dispositivo e con fotografie del modello permette di giudicare se il compromesso è accettabile.

Non è una tendenza nata con iPhone 18

La premessa secondo cui iPhone 18 avrebbe introdotto una fotocamera sotto il display non è corretta. Apple presenta sul modello Pro una Dynamic Island ridisegnata e funzioni associate, non una camera frontale nascosta sotto il pannello. Samsung aveva già commercializzato la propria soluzione sul Galaxy Z Fold3 e OPPO aveva illustrato la sua tecnologia in precedenza. È quindi più preciso parlare di una strada esplorata da produttori diversi, con implementazioni e limiti da valutare caso per caso, non di un'innovazione appena inaugurata da Apple o di una diffusione Android già programmata per il 2027.