L'iPod touch compie 19 anni: storia, prezzo e caratteristiche del dispositivo che ha anticipato l'iPhone
Il primo iPod touch fu messo in vendita 19 anni fa. Ecco prezzo, caratteristiche e storia del dispositivo che ha portato il Multi-Touch in Italia.
Era il 5 settembre 2007 quando Apple salì sul palco dell'evento The Beat Goes On per presentare una nuova generazione di iPod. In molti si aspettavano un semplice aggiornamento della gamma, ma Steve Jobs aveva in serbo qualcosa di molto più ambizioso: un iPod completamente nuovo, con lo stesso display Multi-Touch dell'iPhone, senza però la parte telefonica. Quel dispositivo, chiamato iPod touch, sarebbe diventato uno dei prodotti più importanti nella storia di Apple, capace di portare l'esperienza del tocco a milioni di persone in tutto il mondo, inclusa l'Italia, dove ha anticipato di fatto l'arrivo dell'iPhone ufficiale.
Oggi, a 19 anni dal giorno in cui il primo iPod touch è stato messo in vendita, vale la pena ripercorrere la sua storia, le sue caratteristiche tecniche, il prezzo di lancio e il modo in cui è stato accolto nel nostro paese. Perché parlare dell'iPod touch significa parlare di un passaggio cruciale verso il mondo moderno degli smartphone, delle app e dei servizi digitali.
Un dispositivo che arrivò prima dell'era dell'iPhone
Nel 2007 l'iPhone era appena stato presentato, ma non era ancora disponibile ovunque. In Italia, per esempio, il primo iPhone ufficiale sarebbe arrivato soltanto l'anno successivo con iPhone 3G. L'iPod touch, invece, cominciò a essere distribuito a livello internazionale già nell'autunno del 2007, e questo lo rese per molti la prima vera tecnologia Multi-Touch targata Apple. Il suo compito era chiaro: trasformare l'iPod da semplice lettore musicale a computer tascabile capace di navigare il web, guardare video e scaricare contenuti in modalità wireless. I fatti erano rivoluzionari.
Caratteristiche tecniche dell'iPod touch di prima generazione
Il primo iPod touch era racchiuso in un profilo sottilissimo, con uno spessore di soli 8 millimetri e un peso di circa 120 grammi. La parte frontale era dominata da uno schermo da 3,5 pollici con tecnologia Multi-Touch, in grado di rispondere a gesti naturali come il tap, lo scroll e il pinch. La risoluzione era di 320x480 pixel, la stessa dell'iPhone dell'epoca, e la qualità visiva era sorprendentemente alta. Sotto la scocca trovavano posto una memoria flash da 8 o 16 GB, un accelerometro per ruotare l'immagine in base alla posizione del dispositivo e una batteria che prometteva fino a 22 ore di riproduzione musicale e 5 ore di navigazione Wi-Fi.
La connettività wireless era uno dei punti di forza: l'iPod touch integrava Wi-Fi 802.11b/g, il che consentiva di aprire Safari e navigare su siti web completi, non semplici versioni mobili. C'era inoltre l'app YouTube, con cui guardare i video in streaming, e il nuovo iTunes Wi-Fi Music Store, un negozio che permetteva di comprare canzoni in pochi secondi direttamente dal dispositivo. Non mancava Cover Flow, la celebre interfaccia che mostrava le copertine degli album in una sorta di giradischi virtuale da sfogliare con un dito. Era un'esperienza che metteva la musica al centro, ma che si spingeva molto più in là.
- Schermo Multi-Touch da 3,5 pollici con risoluzione 320x480 pixel
- Memoria interna da 8 GB oppure 16 GB
- Wi-Fi 802.11b/g e browser Safari
- Accesso a iTunes Wi-Fi Music Store e YouTube
- Accelerometro e interfaccia Cover Flow
- Spessore di 8 millimetri, peso di 120 grammi
- Batteria con 22 ore di musica e 5 ore di Wi-Fi
- Nessuna fotocamera, nessun microfono, nessuna rete cellulare

Prezzo di lancio e disponibilità in Italia
Negli Stati Uniti, il prezzo dell'iPod touch partiva da 299 dollari per la versione da 8 GB, mentre il modello da 16 GB veniva proposto a 399 dollari. In Italia, dove il dispositivo è arrivato nel mese di ottobre 2007, i prezzi al pubblico erano fissati a 299 euro e 399 euro rispettivamente. Si trattava di cifre importanti, ma inferiori a quelle dell'iPhone: l'iPod touch rappresentava la strada più rapida ed economica per avere in tasca un dispositivo Apple touch, con browser Safari e accesso a internet via Wi-Fi, senza dover sottoscrivere alcun contratto telefonico.
La distribuzione italiana fu piuttosto capillare. L'iPod touch era disponibile sull'Apple Store online, nei negozi di elettronica e nei rivenditori autorizzati, ed essendo un prodotto libero da vincoli di operatore poteva essere acquistato e utilizzato subito. Per molti utenti italiani, che fino a quel momento avevano dovuto aspettare l'arrivo dell'iPhone, l'iPod touch fu il primo assaggio di quell'esperienza che avrebbe conquistato l'industria della tecnologia.
L'impatto culturale e tecnologico
L'iPod touch non era soltanto un iPod più moderno. Era un ponte verso un futuro in cui il tocco sarebbe diventato il modo principale per interagire con la tecnologia. Grazie al display Multi-Touch e al sistema operativo iPhone OS, il piccolo dispositivo era in grado di fare cose che nessun iPod aveva mai fatto: navigare su internet, cercare video su YouTube, scaricare canzoni direttamente via Wi-Fi, ruotare le immagini con il movimento del polso. La sensazione di scoperta è stata paragonata da molti a quella provata con i primi computer personali.
Quando, nel 2008, è arrivato l'App Store, l'iPod touch ha assunto un ruolo ancora più centrale. Non era più solo un lettore musicale, ma un vero mini-computer capace di ospitare migliaia di applicazioni. Giochi, utility, programmi di produttività: l'iPod touch era perfetto per testare l'ecosistema software di Apple senza possedere un iPhone. Molti sviluppatori hanno iniziato a creare applicazioni proprio pensando all'iPod touch, e questo ha contribuito a costruire la base dell'enorme mercato delle app che conosciamo oggi.
Sette generazioni, un'eredità
Il percorso dell'iPod touch è proseguito per sette generazioni, fino alla decisione di Apple di interromperne la produzione nel 2022. Ogni modello ha portato miglioramenti importanti: il secondo ha aggiunto il Bluetooth e i tasti volume, il terzo ha migliorato le prestazioni e le capacità di archiviazione, il quarto ha introdotto il display Retina, le fotocamere e il supporto a FaceTime, il quinto ha adottato un design più sottile e colorato con il connettore Lightning, il sesto ha portato il chip A8 e prestazioni fino ad allora impensabili e il settimo, uscito nel 2019, ha montato il chip A10 Fusion e il supporto alla realtà aumentata.
Nonostante le ottime premesse, però, l'iPod touch ha dovuto fare i conti con un mercato completamente cambiato. Gli smartphone erano ormai ovunque e le loro funzioni erano così avanzate da rendere superfluo il piccolo iPod senza telefono. Nel 2022 Apple ha detto ufficialmente addio all'ultimo membro della famiglia iPod, chiudendo un ciclo storico iniziato nel 2001 con il primo iPod e arrivato fino all'era delle app, dello streaming e dei social media.
Perché l'iPod touch merita ancora di essere ricordato
A distanza di 19 anni, l'iPod touch non è solo un ricordo. È la dimostrazione che il progresso tecnologico nasce spesso da prodotti che sembrano avere una missione in più rispetto al loro compito principale. Apple ha preso un lettore musicale e lo ha trasformato in una piattaforma, preparando il terreno all'iPhone e all'iPad. Senza l'iPod touch, la diffusione del Multi-Touch sarebbe stata più lenta e il rapporto tra le persone e i dispositivi digitali sarebbe stato diverso.
Per chi l'ha usato, per chi ha sfogliato le playlist in Cover Flow, per chi ha trovato in un iPod touch il primo dispositivo con cui connettersi a internet, quell'oggetto conserva un valore affettivo enorme. E se oggi non lo trovate più sugli scaffali dei negozi italiani, potete ancora scorgerne l'eredità in ogni iPhone, in ogni iPad e in ogni gesto che compiamo ogni giorno su uno schermo tattile. Buon anniversario, iPod touch.