L’ultimo iMac 21,5″ con Intel è ora vintage Apple: cosa cambia, quanto costava e dove trovarlo oggi

L’ultimo iMac 21,5″ con processore Intel entra nella lista vintage di Apple. Significato, caratteristiche tecniche, prezzo in Italia e consigli per l’acquisto dell’usato.

L’ultimo iMac 21,5″ con Intel è ora vintage Apple: cosa cambia, quanto costava e dove trovarlo oggi
L’iMac Retina 4K da 21,5 pollici del 2019 (immagine ufficiale: Apple), ora nella lista dei prodotti vintage.

Apple ha aggiornato la lista dei prodotti vintage e, questa volta, ad entrare nella storia è un computer che molti considerano l’ultimo rappresentante di un’era: l’iMac da 21,5 pollici con processore Intel, modello 2017. Si tratta di uno di quei prodotti che hanno accompagnato milioni di utenti nel passaggio dalle configuazioni più tradizionali alla nuova generazione di desktop, fino all’arrivo della famiglia con chip Apple Silicon. La notizia non riguarda solo gli appassionati di retrocomputing: capire cosa vuol dire per Apple che un prodotto è vintage è importante anche per chi possiede ancora questo computer, per chi vuole venderlo o per chi sta pensando di comprarlo usato in Italia.

Perché l’ultimo iMac 21,5″ Intel è diventato vintage

Apple utilizza da anni una classificazione interna molto precisa per i propri prodotti. Un dispositivo entra nella lista dei prodotti vintage quando non viene più venduto da più di 5 anni e meno di 7. Superato questo periodo, viene considerato obsoleto. L’iMac 21,5″ del 2017, che in molti ricordano come l’ultimo iMac da 21,5 pollici con processore Intel proposto in una configurazione entry-level, ha raggiunto oggi questa soglia.

Essere vintage non significa che il computer sia improvvisamente inutilizzabile. Significa, piuttosto, che Apple e i centri assistenza autorizzati possono ancora effettuare riparazioni, ma soltanto in base alla disponibilità dei componenti. Quando i ricambi non saranno più disponibili, il supporto ufficiale terminerà e il prodotto passerà a stato di prodotto obsoleto. In Italia, come nel resto del mondo, questa classificazione vale anche per gli Apple Store e per i rivenditori autorizzati.

L’iMac 21,5″ del 2017: l’ultimo Intel della sua categoria

Presentato nel giugno del 2017, l’iMac da 21,5 pollici era all’epoca il desktop più economico del catalogo Apple. La sua caratteristica principale era la combinazione di un display non Retina, una CPU Intel di settima generazione e una grafica integrata Intel. Per anni è stato scelto da scuole, piccoli uffici e famiglie che cercavano un computer affidabile senza spendere cifre elevate.

La definizione di “ultimo iMac 21,5″ Intel” è legata al fatto che questo modello è rimasto a lungo in vendita come opzione di base, sopravvivendo anche al restyling delle versioni con display Retina 4K. Con l’arrivo dell’iMac 24″ con chip M1, Apple ha chiuso completamente la parentesi Intel per la linea di computer all-in-one compatti. Per questa ragione, il modello 2017 rappresenta una sorta di spartiacque: da un lato c’era ancora Intel, dall’altro Apple era ormai pronta a costruire il futuro con i propri processori.

Caratteristiche tecniche dell’ultimo iMac 21,5″ Intel

Per capire il valore storico e pratico di questo iMac, è utile ricordare le sue specifiche principali. La versione base, quella che è entrata nella lista vintage, aveva:

  • Display: pannello LED da 21,5 pollici con risoluzione 1920 x 1080, senza tecnologia Retina.
  • Processore: Intel Core i5 dual-core da 2,3 GHz con Turbo Boost fino a 3,6 GHz.
  • Grafica: Intel Iris Plus Graphics 640 integrata.
  • Memoria RAM: 8 GB di DDR4 a 2133 MHz.
  • Archiviazione: hard disk da 1 TB a 5400 giri al minuto, con possibilità di configurare SSD o Fusion Drive.
  • Porte: due porte Thunderbolt 3 compatibili con USB-C, quattro porte USB-A, slot per schede SD, Gigabit Ethernet e jack da 3,5 mm.
  • Connettività: Wi-Fi 802.11ac e Bluetooth 4.2.
  • Accessori inclusi: Magic Keyboard e Magic Mouse 2.

Pur non avendo il display Retina, questo iMac offriva una buona esperienza d’uso quotidiano, soprattutto per navigazione, produttività, applicazioni da ufficio e contenuti multimediali. Il limite più evidente era rappresentato dall’hard disk meccanico, che con il passare del tempo rallenta sensibilmente il sistema operativo. Per questo molti utilizzatori lo hanno successivamente modificato con un SSD esterno o interno.

Quanto costava in Italia l’iMac 21,5″ Intel nel 2017

Il prezzo è sempre stato uno dei punti di forza di questo modello. In Italia, al lancio, l’iMac 21,5″ con processore Intel Core i5 da 2,3 GHz costava circa 1.349 euro, IVA inclusa. Una cifra relativamente accessibile per un desktop Apple, considerando che la versione con display Retina 4K e processore più potente partiva da circa 1.549 euro. Con il tempo, il prezzo di vendita di questa configurazione base è rimasto stabile e in alcuni periodi è sceso anche sotto quota 1.300 euro, soprattutto in corrispondenza delle promozioni per il settore istruzione.

Disponibilità oggi in Italia: dove trovarlo

Oggi non è più possibile acquistare l’iMac 21,5″ Intel nuovo in Italia. Apple lo ha rimosso dal proprio catalogo e non è disponibile negli Apple Store, nei rivenditori autorizzati o sulla piattaforma Apple per la vendita di prodotti ricondizionati. La disponibilità attuale è legata quasi esclusivamente al mercato dell’usato e ai negozi di ricondizionamento indipendenti.

Su piattaforme come eBay, Subito.it e Facebook Marketplace si trovano ancora annunci di questo modello. I prezzi variano molto in base allo stato di conservazione, alla configurazione, alla presenza di accessori originali e all’eventuale sostituzione dell’hard disk con un SSD. In generale, nel 2026, si può trovare un esemplare base con qualche segno di utilizzo anche intorno ai 200-250 euro, mentre un esemplare in ottime condizioni con più RAM e SSD può raggiungere i 400-500 euro. I ricondizionati garantiti, soprattutto se provenienti da negozi specializzati, possono arrivare a costare di più, ma offrono una maggiore sicurezza per chi vuole usare il computer ogni giorno.

Vale ancora la pena comprarlo o venderlo?

Questo è uno dei punti più discussi dagli appassionati. Se l’obiettivo è avere un computer Apple da collezione o un pezzo di storia da esporre, l’iMac 21,5″ Intel del 2017 ha sicuramente un suo fascino. È l’ultimo rappresentante di una generazione di iMac con processore Intel e quella scritta Apple sul retro, in un certo senso, racconta un capitolo importante della transizione verso i chip Apple Silicon.

Se invece l’obiettivo è usarlo come computer principale, la situazione è diversa. Il processore Intel di settima generazione è ormai datato, l’hard disk meccanico è molto lento e il sistema operativo supportato ufficialmente si ferma a macOS Ventura. Le applicazioni moderne, i browser più recenti e i servizi cloud richiedono risorse sempre maggiori, per cui questo iMac può risultare limitato anche per la semplice navigazione web. In generale, un Mac mini o un iMac con chip M1, M2 o successivi è una scelta migliore per chi cerca prestazioni, silenziosità e aggiornamenti futuri.

Per chi invece possiede già un esemplare in buone condizioni, venderlo oggi può essere una buona idea. Il passaggio allo stato vintage sta alimentando l’interesse dei collezionisti e alcuni modelli con configurazioni particolari o accessori originali riescono a spuntare prezzi superiori alla norma. Prima di metterlo in vendita conviene verificare lo stato della batteria interna, la salute dell’hard disk e la presenza di eventuali problemi alla grafica, perché sono questi i fattori che fanno la differenza sul prezzo finale.

Conclusione

L’inserimento dell’ultimo iMac 21,5″ con Intel nella lista vintage di Apple è una notizia che va oltre il semplice aggiornamento dell’archivio prodotti. È un segnale di quanto sia cambiata la filosofia produttiva dell’azienda di Cupertino. Apple ha investito tutto sul passaggio ad Apple Silicon, e ogni giorno che passa i vecchi modelli Intel entrano formalmente in una fase diversa della loro vita commerciale.

Per chi ama la tecnologia, questo iMac resta un oggetto interessante da collezionare e da ricordare. Per chi ci lavora tutti i giorni, però, è arrivato il momento di pianificare un passaggio a un modello più moderno. La notizia di oggi, in ogni caso, chiude un cerchio e apre una nuova riflessione: quanto vale davvero la tecnologia che usiamo e che, un giorno, diventerà vintage.