Perché le cineprese IMAX fanno rumore e come si gira comunque

Perché le cineprese IMAX a pellicola sono rumorose, come questo cambia le riprese dei dialoghi e quali soluzioni hanno permesso di girare in modo diverso.

Perché le cineprese IMAX fanno rumore e come si gira comunque
La cinepresa IMAX Keighley 15/70, raffigurata nel poster ufficiale IMAX.

Le cineprese IMAX a pellicola sono famose per le immagini ampie e dettagliate, ma sul set hanno anche una caratteristica meno romantica: fanno molto rumore. Per anni questo ha reso complicato registrare dialoghi puliti mentre la macchina girava. Non significa però che ogni scena IMAX debba essere muta, né che il formato sia stato abbandonato. Il problema ha guidato il modo in cui le troupe organizzavano le riprese e, più di recente, ha spinto a ripensare gli accessori e il trasporto della pellicola.

Un fotogramma grande, una macchina impegnativa

Il formato cinematografico IMAX su pellicola usa negativo da 65 mm con 15 perforazioni per fotogramma: il formato affida alla cinepresa una superficie d'immagine ampia. È un sistema costruito per ottenere un’immagine di grande formato, non una normale videocamera silenziosa. Il direttore della fotografia Hoyte van Hoytema, che ha lavorato con Christopher Nolan su più film, descrive le vecchie cineprese IMAX come rumorose e pesanti. Nel suo racconto, il rumore era uno dei principali ostacoli a registrare il suono in sincrono, soprattutto nelle scene ravvicinate e nei dialoghi.

È utile fermarsi qui prima di immaginare ingranaggi o misurazioni precise: non esiste un unico livello in decibel valido per tutte le cineprese, le distanze e le condizioni di un set. Le cifre secche spesso ripetute online non spiegano quale modello sia stato misurato né con quale microfono. Il dato pratico è più semplice: quando il rumore della macchina entra nella registrazione, il reparto audio deve cambiare metodo oppure la produzione deve ridurre quel rumore.

Perché il rumore cambia il lavoro sul set

Un microfono non distingue da solo ciò che il pubblico dovrebbe sentire da ciò che accade dietro l’obiettivo. Se la cinepresa è abbastanza vicina agli attori, il suo funzionamento può finire insieme alle battute nella traccia audio. Una ripresa larga o una scena d’azione può permettere di accettare questo compromesso; in un primo piano intimo, invece, il rumore rischia di coprire proprio le sfumature della voce. Il problema non è soltanto il volume: è la necessità di ottenere una presa utilizzabile senza interrompere la recitazione o rinunciare all’inquadratura desiderata.

Per questo il formato ha spesso richiesto scelte di produzione. Van Hoytema racconta che in precedenti film il gruppo alternava il 65 mm a cinque perforazioni per le scene di dialogo e l’IMAX a 15 perforazioni per establishing shot, azione e momenti di grande scala. In altri casi, il dialogo poteva essere ricostruito in post-produzione con ADR, cioè una nuova registrazione sincronizzata con le immagini. Non è un difetto artistico: è un modo di conciliare due esigenze diverse, la qualità dell’immagine e una presa sonora pulita.

La soluzione: schermare la macchina, non rinunciare alla pellicola

Per The Odyssey, il gruppo ha affrontato il rumore come un problema di progettazione. Van Hoytema spiega che IMAX ha sviluppato un involucro fonoassorbente, il cosiddetto blimp, con materiali stratificati per attenuare frequenze diverse. L’involucro ha reso praticabili anche le riprese ravvicinate con dialoghi registrati sul set. Aveva però un costo operativo: era voluminoso e ostacolava la linea dello sguardo fra gli attori. La troupe ha risolto questo aspetto con specchi montati ai lati della cinepresa, così gli interpreti potevano vedersi senza dover recitare verso un segno sul set.

La produzione ha inoltre impiegato la cinepresa Keighley, con un trasporto della pellicola riprogettato e più silenzioso rispetto ai modelli precedenti. Il punto importante è che non c’è stata una sola correzione miracolosa: camera, involucro acustico, supporti, posizionamento e lavoro dei reparti hanno dovuto funzionare insieme. Un accessorio che riduce il rumore può aggiungere peso e ingombro; una macchina più silenziosa può cambiare il modo in cui la troupe si muove e organizza l’inquadratura.

Pellicola o digitale? Dipende dalla scena

Il rumore delle cineprese IMAX non ha fatto sparire il formato e non dimostra che il digitale sia sempre preferibile. Per lungo tempo ha reso più laborioso usare la pellicola IMAX nelle scene dialogate; i progressi introdotti su produzioni recenti mostrano che quel limite può essere affrontato, senza trasformare ogni set in una soluzione standard. La scelta resta legata al risultato cercato, ai tempi, alla disponibilità dell’attrezzatura e alla possibilità di gestire la registrazione sonora.

Quando guardi un film girato in IMAX, quindi, non serve cercare il rumore della cinepresa nella colonna sonora: il pubblico ascolta il mix finito, non l’ambiente del set. È più interessante sapere che dietro un dialogo apparentemente naturale possono esserci stati un involucro acustico, specchi per gli attori e un’attenta pianificazione delle riprese. La cinepresa è rumorosa perché il grande formato analogico impone esigenze meccaniche e operative specifiche; il modo di lavorarci, però, continua a evolvere. Oggi la domanda non è soltanto se il rumore renda impossibile girare, ma quale combinazione di macchina e accorgimenti permetta di conservare insieme immagine, performance e suono.